Judith è una delle fondatrici di Meme Cosmetics, e l'abbiamo incontrata insieme a Maela, che è incaricata dello sviluppo dei prodotti. Lo scopo? Farvi conoscere più da vicino questo brand francese che si occupa di prodotti rivolti in particolare alle donne malate di cancro e sotto trattamenti come chemio e radio. Di recente, la marca ha lanciato infatti anche gli smalti, particolarmente importanti durante la chemioterapia perché non solo abbelliscono l'unghia e permettono alle donne di sentirsi più femminili, ma proteggono e fortificano laddove la terapia indebolisce e rovina. Scopriamone di più!
Judith, potresti dirci come nasce Meme?
Abbiamo iniziato a lavorarci all'inizio del 2015, ma siamo riuscite ad entrare sul mercaot coi nostri prodotti il 31 gennaio 2017. Perché questa idea? Perché entrambe, io e Juliette, siamo state colpite dalla malattia attraverso donne a noi care. Io, in particolare, ho perso mia mamma quando avevo 19 anni, e proprio così ho capito quanto gli effetti collaterali delle terapia avessero un forte impatto su aspetti della femminilità a cui spesso nemmeno si pensa, ma che per una donna solo la quotidianità. Nonostante tutte avessero questo problema, il mercato non offriva le risposte giuste: ho incontrato decine di farmacisti che non sapevano assolutamente come aiutarti. Ho trovato tutto questo completamente assurdo e così ho approfittato della fine degli studi in design per provare a lanciare un mio progetto. Proprio in questo modo ho iniziato ad immaginare Meme, rendendola fin da subito super femminile, super moderna, dolce e rassicurante, perché io stessa avevo visto il bagno di mia mamma trasformarsi in una farmacia... Quando ho avuto il mio diploma mi dicevano tutti di lanciarmi, ma io ero in stage in L'Oréal e non mi sentivo per niente imprenditrice! Eppure, proprio in L'Oréal ho incontrato Juliette, che aveva studiato Scienze Politiche all'HEC (ndr: una delle migliori università di Francia, una "grande école") ed era in stage come me. E anche lei, come me, era stata toccata dal tumore che aveva fatto visita praticamente a tutte le donne della sua famiglia. Mi ha detto: «Non puoi lasciare questo sogno in un cassetto, se vuoi farlo, sono con te, abbiamo delle competenze che si complementano quindi ce la faremo».
Quali sono state le prime sfide? E in cosa i vostri prodotti sono diversi da quelli che già esistevano?
Il primo problema è stato trovare qualcuno che avesse le competenze per formulare i prodotti, perché noi non le avevamo. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare Laurent Dodet, proprietario di un laboratorio che produce prodotti per marche note. Nonostante non avessimo soldi, ha deciso comunque di mettere le sue équipe di Ricerca e Sviluppo sul nostro progetto, per realizzare dei prototipi e convincere così gli investitori. Senza di lui non saremmo arrivate qui!
Abbiamo quindi iniziato a lavorare sulle formule con due squadre: un comitato scientifico con oncologi, onco-dermatologi, onco-estetiste, infermiere per avere la loro opinione sulla formulazione, gli ingredienti attivi efficaci o da evitare, ecc. In parallelo, abbiamo realizzato dei focus group con delle donne sotto terapia, per capire cosa si aspettavano dai prodotti e cosa ne pensavano. Glieli facevano testare durante alcuni atelier e loro ci davano il priorio parere sul risultato, l'applicazione, la texture e l'odorie. Quest'ultimo era un punto particolarmente importante perché trovare un profumo che andasse bene alle donne sensibilizzate dalla chemio e che non fosse allergizzante non è stato semplice. Per questo trovare la formulazione giusti ci ha preso ben un anno. Ecco poi che nel 2015 sono arrivati gli investitori, che ci hanno così permesso tra le altre cose di finanziare uno studio clinico che abbiamo realizzato al centro per la lotto contro il cancro Léon Berard di Lyon, uno dei tre più importanti in Francia. L'idea era di far convalidare i prodotti che volevamo commercializzare, dimostrando che erano ben tollerati dai pazienti e che avrebbero potuto migliorare la loro qualità della vita. Anche questo ci ha preso parecchio tempo!
Abbiamo quindi lanciato i nostri primi 7 prodotti il 31 gennaio scorso e da allora va tutto molto bene: le persone li comprano online per esempio su Oncovia.com ma anche in farmacia. Ci siamo poi dedicate agli smalti, concepiti appositamente per le persone sotto chemio, per rinforzare le unghie ma anche per ripararle dai raggi solari durante i trattamenti. Anche da quelli abbiamo tolto tutti gli ingredienti che potevano disturbare a livello endocrinologo e abbiamo prodotto gli smalti più sani e sicuri del mercato, composti all'83% da ingredienti di origine naturale, a base di mais e grano. Anche il solvente è 100% di origine naturale, a base di zucchero di canna, mais e mapioca. In questo modo si può rimettere lo smalto quante volte si vuole, perché non soltanto il solvente non è aggressivo ma è quasi un vero e proprio trattamento di bellezza!
Cosa dicono le consumatrici? Ci sono dei prodotti che piacciono di più?
Per esempio la crema per il corpoo è utilizzate da quelle che non possono usare guanti e calzanti in maniera regolare e vogliono comunque nutrire a fondo la pelle.
Lo spray per il cuoio capelluto è uno dei nostri prodotti faro, perché migliora la ricrescita dei capelli, considerato uno degli aspetti più importanti dopo la terapia. In realtà l'avevamo concepito per il periodo della chemio, ma poi continuano a usarlo molto più a lungo!
Ci siamo rese conto ancora che i nostri prodotti non piacciono solo alle donne, ma anche agli uomini, perché non sono prodotti rosa bonbon adatti solo alle donne, anzi! Anche gli uomini hanno la pelle bruciata, screpolata, le unghie che si sfaldano...
Ci sono addirittura delle mamme malate che condividono i prodotti coi loro figli, perché così si rassicurano. Ci sono stata diversi scandali sui prodotti da utilizzare coi neonati e quindi le mamme malate, come potete immaginare, si preoccupano ancora di più! Anche la texture è facile da applicare, e non immaginate quante mamme le usano per le proprie figli malate... Sapere che così stanno almeno un po' meglio ci ripaga davvero di tutto!
Grazie a Judith per queste belle parole, e in bocca al lupo per il futuro!